Come si lavora
Il lavoro procede per quattro passi, e ci si può fermare a ognuno. Non c’è un pacchetto da comprare tutto insieme: si parte da una verifica gratuita e si decide dopo, con i risultati in mano.
1. Verifica preliminare (gratuita)
Si controlla la pagina iniziale del sito con uno strumento automatico. Il referto dice se ci sono problemi e di che tipo, e arriva entro due giorni lavorativi. Serve a capire se vale la pena andare avanti. Non impegna a niente e non prevede telefonate commerciali.
Uno strumento automatico trova solo una parte dei problemi, e qui guarda una sola pagina: il referto gratuito è un punto di partenza, non un giudizio sul sito.
2. Controllo completo (a pagamento)
Si controlla tutto il sito, anche con prove manuali. Il sito viene provato come lo userebbe una persona vera:
- solo con la tastiera, senza mouse;
- con un programma che legge lo schermo ad alta voce;
- ingrandendo il testo e restringendo la finestra;
- compilando i moduli, anche sbagliando di proposito;
- aprendo i documenti pubblicati, come i PDF.
Si riceve un documento preciso con ogni problema trovato: cosa non va, in quale pagina, chi ne viene bloccato, la prova di quanto riscontrato e che cosa va modificato. Il documento riporta anche il metodo usato e le pagine controllate, così resta chiaro cosa è stato verificato.
3. Controllo e correzione (a pagamento)
Si fa il controllo completo e si correggono i problemi. Per intervenire servono gli accessi al sito, da concordare in modo sicuro. Le correzioni si fanno direttamente nel codice del tema e nei contenuti, una per una: non si installano barre di accessibilità né widget, perché si limitano a coprire ciò che sta sotto. Le linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale, inoltre, non ammettono quelli invasivi e vietano di tracciare chi usa strumenti di assistenza.
A lavoro finito si ricontrolla il risultato. I documenti PDF già pubblicati si valutano a parte, perché ciascuno richiede un lavoro diverso.
4. Cura nel tempo (a canone)
Un sito cambia ogni volta che qualcuno pubblica una pagina o aggiorna un documento, e ogni modifica può reintrodurre un problema. Con il canone si fanno controlli periodici, si tiene aggiornata la dichiarazione di accessibilità e si risponde alle segnalazioni degli utenti.
Per chi scrive i contenuti è disponibile anche una mezza giornata di formazione: si impara a pubblicare testi, immagini e documenti in modo accessibile fin dall’inizio.
Privacy e cookie, nello stesso controllo
Nello stesso lavoro si guardano anche i cookie, gli strumenti di tracciamento e le risorse caricate da servizi esterni. È un controllo in più sullo stesso sito, senza dover coinvolgere due persone diverse.
Limiti del servizio
- Nessuna garanzia di conformità al cento per cento. Nessun controllo può darla.
- Nessun bollino e nessuna certificazione. In Italia non esiste un ente che certifichi l’accessibilità dei siti privati, e qui non si usano marchi che possano sembrarlo.
- Il referto fotografa il sito alla data del controllo. Dopo, il sito può cambiare.
- La responsabilità normativa resta del soggetto che eroga il servizio, cioè del titolare del sito.
Quello che si offre è un lavoro fatto con metodo, documentato e datato: chi lo riceve sa che cosa è stato controllato, che cosa è stato corretto e che cosa resta da fare.